Interroghiamo: c'è qualche volontario?

L'idea di promuovere il volontariato tra i giovani è stata il fondamento intorno a cui è nata l'associazione SuPerGiù. Tutti noi fondatori arrivavamo da molte realtà in cui svolgevamo diversi servizi e tutte queste avevano un minimo comun denominatore: il costante bisogno di nuove forze. Da qui, ragionando insieme, è nato il progetto Interroghiamo: c'è qualche volontario? che ha la finalità di incontrare i ragazzi in età scolastica per farli "interrogare" sulla realtà e sui bisogni da cui sono circondati e provare a far loro intuire se "c'è qualche volontario" nel loro cuore che cerca lo spazio per esprimersi.

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L'isola che non c'è

Il progetto de L’isola che non c’è nasce dai componenti dell’associazione SuPerGiù O.N.L.U.S. in seguito a ricerche svolte sul territorio di Villa Cortese che hanno portato alla conferma che, quello della conoscenza della lingua italiana da parte degli stranieri residenti, è un problema non indifferente. Non conoscere la lingua, infatti, comporta una vera e propria incapacità di rapportarsi alla vita sociale della comunità, portando, nei casi più estremi, all’emarginazione totale.

Al fianco del desiderio di poter migliorare la qualità delle relazioni degli stranieri c’è anche l’obiettivo di far prendere coscienza e di sensibilizzare la popolazione (almeno quella villacortesina) ai bisogni degli stranieri.

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Serate formative

Recentemente, noi insegnanti dell’Isola che non c’è abbiamo avuto l’opportunità di seguire un corso di formazione tenuto da Anna, una formatrice professionista. Il corso è stato molto breve, solo due lezioni da un paio d’ore ciascuna, ma molto interessante.

La prima lezione era mirata a darci le basi per capire quale dovrebbe essere lo scopo di un corso di lingua e come raggiungerlo; in particolare, dopo averci spiegato quali sono le abilità da sviluppare e la struttura ideale di una lezione, siamo stati coinvolti in un lavoro di gruppo in cui dovevamo progettarne una noi seguendo i consigli che ci aveva appena dato il formatore. La lezione è terminata con la spiegazione di alcuni metodi per “fare con la lingua”, cioè per mettere in pratica ciò che è appena stato imparato dagli studenti, come le catene mnemoniche, il role play e il gioco, argomento che ci ha incuriositi molto ed è stato poi ripreso nella seconda lezione. La seconda lezione, invece, è stata incentrata sull’insegnamento nelle classi dei livelli più bassi: alfabetizzazione e alfa. Partendo da un concetto generale, quello del sillabo a spirale, che prevede che l’apprendimento sia considerato una spirale, appunto, in cui finisce ogni nuova conoscenza collegandosi a tutto ciò che si sa già, ci sono state spiegate diverse strategie per insegnare a leggere partendo da zero. La parte finale della lezione è stata la più stimolante, abbiamo raccolto molte idee per dei giochi “didattici”, per imparare divertendosi. Insomma, è stata un’esperienza positivissima per tutti noi insegnanti, sicuramente da ripetere quando ce ne sarà l’occasione. Anna ha saputo coinvolgerci con il suo entusiasmo ed è riuscita a trasmetterci concetti importanti che ci saranno sicuramente utili per la nostra crescita personale e soprattutto per fare del nostro meglio con e per i nostri studenti.

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