Interroghiamo: c'è qualche volontario?

L'idea di promuovere il volontariato tra i giovani è stata il fondamento intorno a cui è nata l'associazione SuPerGiù. Tutti noi fondatori arrivavamo da molte realtà in cui svolgevamo diversi servizi e tutte queste avevano un minimo comun denominatore: il costante bisogno di nuove forze. Da qui, ragionando insieme, è nato il progetto Interroghiamo: c'è qualche volontario? che ha la finalità di incontrare i ragazzi in età scolastica per farli "interrogare" sulla realtà e sui bisogni da cui sono circondati e provare a far loro intuire se "c'è qualche volontario" nel loro cuore che cerca lo spazio per esprimersi.

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L'isola che non c'è

Il progetto de L’isola che non c’è nasce dai componenti dell’associazione SuPerGiù O.N.L.U.S. in seguito a ricerche svolte sul territorio di Villa Cortese che hanno portato alla conferma che, quello della conoscenza della lingua italiana da parte degli stranieri residenti, è un problema non indifferente. Non conoscere la lingua, infatti, comporta una vera e propria incapacità di rapportarsi alla vita sociale della comunità, portando, nei casi più estremi, all’emarginazione totale.

Al fianco del desiderio di poter migliorare la qualità delle relazioni degli stranieri c’è anche l’obiettivo di far prendere coscienza e di sensibilizzare la popolazione (almeno quella villacortesina) ai bisogni degli stranieri.

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Festa di Natale

“Terna!”

 “Ivan, l’hai fatta sulla stessa riga dell’ambo?”

 “Si!”

 “Allora non vale… l’avevamo spiegato all’inizio!”

Se giovedì 22 Dicembre 2016, incuranti del freddo, foste passati nei pressi di Via San Grato 27 a Villa Cortese, questa sarebbe stata una delle tante frasi che avreste potuto sentire uscire dalla finestra.

Nulla di così strano, per carità… in ogni famiglia che si rispetti ogni Dicembre accadono queste scene.

Se però aveste avuto l’ardire di avvicinarvi un po’ di più magari sareste potuti essere attratti dall’odore delle pietanze preparate per la festa, rigorosamente portate e preparate dagli invitati.

E addirittura foste stati spinti dall’atmosfera natalizia o dallo spirito di avventura, aveste provato a varcare la soglia della porta e sareste stati i benvenuti alla nostra straordinariamente normale festa di Natale.

“Quaterna, quaterna!”

“Bravissimo! Ripeti i numeri con i quali hai vinto!”

“5, 17, 26, 30!”

“Eh no, il 26 non è uscito! Non ci provare!”

E’ così che un giovedì sera a ridosso di Natale è trascorso veloce, tra buffet, chiacchiere, giochi e soprattutto la voglia di salutarsi prima delle vacanze invernali.

Amici di vecchia e nuova data, conoscenti vari e gente trascinata più o meno a forza dai veterani del gruppo… alla fine tutti sono stati coinvolti dall’atmosfera familiare che si era subito creata ed hanno condiviso, oltre al pasto ed al divertimento, piccoli grandi momenti di felicità.

Perché scrivere queste righe su di una normalissima festa di Natale? Perché le cose belle si condividono ed una persona non può tenersi dentro la felicità di quando trova una famiglia, un gruppo di persone con cui condividere una piccola parte di sé ma in maniera intensa.

Così ecco che, la festa di cui molti neanche sapevano l’esistenza, per la quarantina di persone presenti quella sera è stato un momento da portare nel cuore e la conferma che quel gruppo di persone non è “una semplice accozzaglia di gente che si è incontrata per caso”.

Potremmo aggiungere che la serata è stata organizzata dall’organizzazione SuPerGiù per il progetto “L’Isola che non c’è”, una scuola di italiano gestita da volontari che da anni s’impegna ad accompagnare gli stranieri nel territorio lungo il cammino dell’integrazione.

Potremmo ricordare tutte le gioie ed i risultati ottenuti negli anni scorsi, le storie di studenti ed insegnanti che hanno fatto parte per più o meno tempo di questo progetto, le feste e le occasioni che hanno fatto diventare così unita questa “famiglia” capace di accogliere sempre nuove persone e saper salutare quelle pronte ad andarsene.

Potremmo sottolineare di come, nonostante alla festa fossero presenti svariate nazionalità e differenti religioni, ad emergere fosse la voglia di comune da parte di tutti di costruire qualcosa insieme non fermandoci alle differenze più o meno evidenti che possano esserci fra di noi.

Ed è per questo quindi che la nostra festa è stata “solo una semplice festa natalizia”… perché per noi era normale essere lì tutti insieme.

Perché per noi la vera integrazione, quando possibile, è costruire qualcosa basandoci sulla volontà comune di andare avanti, usando le diversità come slancio in più per andare avanti e non come pretesto per rinunciare ad ogni tentativo.

“Tombola, tombola!”

“Alì…ancora?! Facci controllare la cartella!”

Ebbene si… anche se con estrema difficoltà nel capire le regole ed i nueri, alla fine anche Alì ha vinto il suo tanto desiderato premio!

Perché in questa bella e “straordinariamente normale” storia natalizia, un lieto fine non poteva di certo mancare!

 

Buone feste a tutti

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Gita sulla neve 2.0

Dopo la prima bella esperienza dello scorso anno, la SuPerGiù ha proposto la seconda edizione della Gita sulla Neve!

Anche questo gennaio, studenti dell'Isola Che Non C'è, volontari e amici hanno trascorso in compagnia una giornata di svago, ospiti presso l’Oasi di Betania, a Torgnon, e coccolati da volontari accoglienti e disponibili che hanno cucinato per quasi 50 persone!!

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Serate formative

Recentemente, noi insegnanti dell’Isola che non c’è abbiamo avuto l’opportunità di seguire un corso di formazione tenuto da Anna, una formatrice professionista. Il corso è stato molto breve, solo due lezioni da un paio d’ore ciascuna, ma molto interessante.

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Altri articoli...

  1. L'isola che non c'è in festa
  2. L'appalto
  3. Incontriamo… il Kamishibai
  4. Integrazione oggi

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